La sua origine risale all’età del fuoco quando l’uomo imparò a cuocere il cibo che cacciava. Nel corso della storia ha cambiato tanti nomi, ma il suo ruolo di protagonista della cucina non è mai cambiato. Sua maestà la pentola, conosciuta anche come calderone, situla, pignatta, bacile, casseruola, marmitta, teglia, a seconda delle variazioni che questo oggetto assume in cucina e del tipo di cottura da effettuare, si presenta al mondo ogni volta con una veste nuova.

Le prime forme di pentole “primitive” risalgono al tempo della pietra quando alcuni sassi dalla forma piatta venivano posizionati sopra il fuoco e una volta incandescenti servivano per cuocere la selvaggina. Solo nel Neolitico, con l’avvento delle tecniche ceramiche e la nascita dell’argilla, la pentola iniziò a prendere la forma che conosciamo anche di oggi e ad essere messa direttamente sul fuoco per la cottura di cereali, bulbi e radici, mentre per la sua versione decorata bisogna attendere fino all’epoca egizia.

Solo nel VI a.c, con la nascita della metallurgia, metalli e leghe come bronzo e rame, furono introdotti nel mondo dei casalinghi per rendere gli utensili sempre più resistenti, durevoli e capaci di mantenere e distribuire il calore. I nuovi materiali di costruzione hanno rivoluzionato per sempre il modo di cucinare e hanno permesso, con l’avvento dell’età industriale, di passare da una produzione artigianale ad una produzione su larga scala. Nel corso degli anni le tecniche e i materiali utilizzati, dal ferro smaltato dell’700 all’alluminio del ‘800, si sono evolute e insieme a loro è cambiato anche il modo di cucinare i cibi grazie alle diverse opzioni fornite dai nuovi piani cottura: a fiamma, induzione, piastra elettrica, piastra vetroceramica, etc…
Mopita, azienda che produce e commercializza utensili da cucina, conosce bene la storia delle pentole e la loro continua evoluzione. Ora ne fa anche parte.